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18/10/18 - Radiofonia digitale: le frequenze per il relativo avvio sono assolutamente insufficienti.

News Aeranti-Corallo

Rossignoli-Marco DSC 0674L'emittenza locale che nella radiofonia analogica ha circa il 40% degli ascolti e della raccolta pubblicitaria rischia di essere fortemente penalizzata. Molti operatori di rete locali Aeranti-Corallo hanno proposto ricorso al Tar Lazio avverso la recente delibera Agcom 290/18/CONS

 

Come è noto è in corso l’avvio delle trasmissioni radiofoniche terrestri digitali.
Molte autovetture di nuova produzione vengono fornite con autoradio dotate di funzionalità per la ricezione radiofonica digitale terrestre dab+
La Legge di Bilancio 2018 prevede, tra l’altro, che i ricevitori radio venduti dal 1° gennaio 2019 dai produttori di distributori al dettaglio debbano consentire la ricezione radiofonica digitale.
Inoltre, dal 1° gennaio 2020 tale obbligo viene esteso agli apparecchi venduti ai consumatori.
Le frequenze disponibili sono, tuttavia, assolutamente insufficienti per l’avvio della nuova tecnologia da parte di tutti i soggetti operanti in analogico (concessionaria pubblica, radio nazionali private, radio locali) e, ad oggi, mentre la radiofonia nazionale opera in vaste aree del Paese, l’emittenza locale può operare solo in alcune zone limitate.
L’Agcom, con delibera n. 465/15/CONS, ha suddiviso il territorio italiano in 39 bacini per il servizio radiofonico digitale terrestre. Allo stato, tuttavia, sono state pianificate le frequenze in solo 16 di tali 39 bacini e la relativa assegnazione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, è avvenuta in solo 10 di tali 16 bacini. Nei rimanenti 29 bacini l’emittenza locale non ha, ad oggi, la possibilità di trasmettere in digitale.
La recente delibera Agcom n. 290/18/CONS, con la quale è stato approvato il nuovo piano delle frequenze per la tv digitale terrestre (PNAF 2018), è intervenuta anche nel settore radio, riducendo ulteriormente gli spazi per il dab+.
Al riguardo l’Avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo (la federazione di categoria che rappresenta tra l’altro n. 460 imprese radiofoniche locali) ha dichiarato: “Le radio locali, nel mercato analogico, hanno circa il 40 per cento degli ascolti e della raccolta pubblicitaria. Vi sono alcune regioni in cui una radio locale è la prima negli ascolti. Le imprese radiofoniche locali di Aeranti-Corallo hanno investito nella nuova tecnologia e hanno costituito da tempo numerose società consortili per l’avvio delle trasmissioni digitali. Tuttavia - ha aggiunto Rossignoli - a causa della scarsità delle frequenze l’emittenza locale non può accedere a tale tecnologia in molte aree del Paese dove invece le radio nazionali stanno operando”.
“Inoltre, la recente delibera Agcom n. 290/18/CONS - ha proseguito Rossignoli - non ha previsto alcune frequenze già assegnate in alcuni bacini (come ad esempio in Toscana, in Umbria e in provincia di Trento) e ha ridotto gli spazi, già esigui, per la radio digitale, prevedendo una sola frequenza con copertura regionale in molte regioni (come ad esempio Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria)”.
L’Avv. Rossignoli ha quindi evidenziato: “Le imprese che non potranno operare fin da subito in digitale matureranno un incolmabile ritardo rispetto a quelle che già vi operano, con grave pregiudizio in termini concorrenziali. Per tale motivo - ha concluso Rossignoli - molti operatori di rete radiofonica dab+ in ambito locale facenti parte del sistema associativo Aeranti-Corallo hanno proposto ricorso al TAR Lazio chiedendo l’annullamento della delibera Agcom n. 290/18/CONS nella parte in cui la stessa prevede le frequenze per la radiofonia digitale terrestre”.

(Nella foto: Marco Rossignoli)

 

15/10/18 - Rilascio della banda 700 e transizione al digitale tv di seconda generazione (Dvb-t2): occorre prevedere una disciplina organica che tuteli la continuità aziendale delle tv locali

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E' inaccettabile che si discuta invece solo dell'ipotesi di soppressione della riserva a favore delle tv locali di un terzo della capacità trasmissiva.

 

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Da giorni la discussione sul rilascio della banda “700” a favore della comunicazione mobile di larga banda, e sulla transizione al digitale tv di seconda generazione (DVB-T2) è esclusivamente incentrata sulla ipotesi di soppressione della riserva di un terzo della capacità trasmissiva previsto dalla legge a favore delle tv locali.
Al riguardo alcuni operatori televisivi nazionali hanno proposto ricorso al TAR Lazio per contestare la legittimità del nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF 2018) di competenza dell’Agcom, ritenendo che lo stesso preveda illegittimamente la suddetta riserva a favore delle tv locali.

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11/10/18 - Molte società consortili operatori di rete Dab+ del sistema associativo Aeranti-Corallo hanno proposto ricorso al Tar Lazio contro la delibera Agcom n. 290/18/CONS

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IMG 9761La radiofonia locale è, nell’attuale situazione, particolarmente penalizzata sul fronte della radio digitale Dab+. L’Agcom, infatti, con la delibera n. 465/15/CONS, ha suddiviso il territorio italiano in 39 bacini per il servizio radiofonico digitale terrestre.

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11/10/18 - In agosto crescono gli investimenti pubblicitari sui media

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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia - rilevato mensilmente da Nielsen - chiude il mese di agosto in positivo, facendo segnare +4,9% (+ 2,4% senza search e social), e portando i primi otto mesi del 2018 in crescita del +2,5%, rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento nel periodo gennaio – agosto è sostanzialmente stabile a +0,3%.
Con riferimento ai singoli mezzi, la TV cresce ad agosto del +4,4% e chiude i primi otto mesi dell'anno a +1,5%. Molto bene la radio che, dopo la battuta d'arresto di luglio (unico mese negativo dell'anno) torna a crescere: in agosto si registra un eccellente incremento del +18,2%; il periodo cumulato dei primi otto mesi è positivo per il +6,3%.
La carta stampata continua il trend discendente: i quotidiani nel singolo mese calando del -0,9%, dato che, per i primi otto mesi, diventa -5,7%. Non meglio fanno i periodici, che calano ad agosto del -3,5% e, nei primi otto mesi 2018, calano del -8,4%.

Le serie storiche dei dati sulla raccolta pubblicitaria in Italia sono disponibili nel sito www.aeranticorallo.it, sezione "Mercato pubblicità", a questo link

(Fonte dati: Nielsen)

 

 

9/10/18 - Mercoledì 31 ottobre scade il termine per il pagamento del canone di concessione radio 2018

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Mercoledì  31 ottobre p.v. scade il termine per il pagamento del canone di concessione 2018 per la radiodiffusione sonora via etere terrestre in tecnica analogica.

L’importo da corrispondere è pari all’uno per cento del fatturato 2017 riferibile all’esercizio dell’attività radiotelevisiva, con un massimo di euro 11.850,00 per le emittenti radiofoniche locali e di euro 82.952,00 per le emittenti radiofoniche nazionali.

Le modalità di comunicazione all'Agcom del pagamento del suddetto canone  sono disciplinate dalla delibera Agcom n. 235/16/CONS; in particolare, tale comunicazione deve essere effettuata (ai sensi dell’art. 4 della stessa delibera) esclusivamente avvalendosi dei servizi telematici del ROC esposti nel portale www.impresainungiorno.gov.it.

 
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